recensioni

Alèxandros

downloadIl re spinse lo sguardo sull’altra sponda, sulla piana infinita che si estendeva oltre, fino all’orizzonte, e pianse come non aveva mai pianto in tutta la sua vita. Non avrebbe mai visto la corrente maestosa del Gange né avrebbe camminato sulla riva dei laghi dorati, fra i pavoni iridescenti di Palimbothra. Pianse dall’occhio azzurro come il cielo, pianse dall’occhio nero come la notte.

Nella trilogia di Alèxandros, Valerio Massimo Manfredi riprende la terzina dell’omonimo poemetto di Giovanni Pascoli (E così, piange, poi che giunse anelo/piange dall’occhio nero come morte/ piange dall’occhio azzurro come cielo) per descrivere un momento cruciale, in questo romanzo come nella storia: Alessandro Magno, Alessandro il Grande, Alessandro il Macedone, giunto ai confini dell’India dopo un’intera esistenza spesa a inseguire un sogno a prezzo di sanguinose guerre, dolorose perdite e marce forzate, decide infine di congedare i soldati e intraprendere la strada del ritorno. (altro…)

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Lo scudo di Talos (parte II)

Lo-Scudo-di-Talos-di-Valerio-Massimo-ManfrediNella prima parte della recensione eravamo rimasti alla quarta di copertina del romanzo Lo scudo di Talos di Valerio Massimo Manfredi. Siamo nell’antica Grecia, quindi, e l’epoca storica narrata copre all’incirca un trentennio. La battaglia di Maratona (490 a.C.) e quella di Platea (479 a.C.) durante le guerre persiane, il tragico destino di Pausania (469 a.C. ca.), il terremoto di Sparta del 464 a.C., la terza guerra messenica (464-460 a.C.)… Con questo libro vi fate un bel po’ di cultura sulla storia greca, ma soprattutto sull’organizzazione di Sparta. Le due parti in cui è diviso il romanzo si aprono con le citazioni di due storici greci: la prima è una delle più belle dalle Storie di Erodoto, mentre la seconda è tratta da La guerra del Peloponneso di Tucidide.

Osservazioni personali

La vita nei libri di Manfredi non è mai facile, men che mai in questo libro, in cui il protagonista ha un destino segnato da lotte e lutti continui. Forse per questo l’ho apprezzato meno rispetto agli altri libri di Manfredi citati nella prima parte della recensione. (altro…)

Lo scudo di Talos (parte I)

Lo-Scudo-di-Talos-di-Valerio-Massimo-ManfrediTorno a scrivere su questo blog un testo che sia più lungo di due parole recensendo il libro che ho appena finito di leggere: Lo scudo di Talos di Valerio Massimo Manfredi. Inizio dandovene subito un assaggio:

Scrisse allora un breve messaggio e lo legò ad una freccia; puntò l’arco di corno verso il cielo calcolando accuratamente la traiettoria e scoccò. Il dardo partì con un sibilo e dopo aver descritto una lunga parabola si conficcò in terra a pochi passi dal cavallo del Re.
Pleistarchos smontò e raccolse la freccia scorrendo rapidamente il messaggio, poi levò lo sguardo verso la città: gli spalti erano completamente deserti ma in cima ad una torre vide un guerriero coperto da un’armatura scintillante che sembrava guardarlo, immobile. Il Re lo guardò anch’egli a lungo poi, con un cenno, allontanò la scorta; palleggiò la lancia e la scagliò con gran forza conficcandola nel tronco di un olivo secco che si trovava a mezza strada tra lui e la cinta della città. Il guerriero scomparve dalla torre ma poco dopo si aprì una delle porte ed egli riapparve sul ciglio del monte, piantò in terra la lancia e avanzò a passi lenti verso l’olivo. Anche il Re allora si mosse e sotto lo sguardo degli uomini della scorta si portò fino a pochi passi dal tronco. Il guerriero alzò la mano in segno di saluto e il Re lo scrutò senza parlare per qualche tempo. Era sconcertato per quella armatura mai vista e il suo sguardo cercava di penetrare sotto la visiera coronata di denti di lupo. Non erano gli occhi di un servo, figlio e nipote di servi quelli che ammiccavano nelle strette fessure della celata di bronzo dorato.
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