sonetti

Sonetto del marinaio

Preludio
Stanotte busserò alle porte della Luna
per chiederle il segreto dei tuoi occhi.

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Perché al cor non v’è rimedio o cura alcuna.
Levata l’ancora, sciolti i fiocchi,
volai dunque ai cancelli della Luna
per chiederle il segreto dei suoi occhi:

“Selene, musa d’aedi,
culla d’uniti…”
“So quel che chiedi.
Come Prometeo il fuoco agli dei assopiti,

costei rapì due stelle, le mie figlie
– e già tremava, piangea l’imbroglio –
e dei suoi occhi fece celle.”

Ah fanciulli, compagni del guaio,
come posson due stelle
far smarrire un marinaio?


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